Comunicazione Sociale. I 5 passi per il successo del CRE G. De Marco ONLUS

Comunicazione Sociale. Dietro a quest’espressione vi è un mondo di umanità che merita tutta la professionalità e la cura di cui ognuno di noi è capace! Vi racconto il case history del Centro di Riabilitazione Equestre G. De Marco e i cinque passi che hanno decretato il successo della comunicazione della ONLUS!

Spesso quando le persone vengono a sapere di cosa mi occupo nella vita esclamano: “Che bello! Fai uno dei lavori più belli del mondo!”.

È vero, verissimo, ma dietro alla comunicazione c’è sempre un progetto imprenditoriale, professionale rispetto al quale ci sono un numero sempre maggiore di aspettative e innumerevoli sacrifici!

Pensate quanto tutto questo sia importante nel caso il progetto abbia a che fare con il sociale. Con la salute delle persone, con la malattia. Una responsabilità che si moltiplica in maniera esponenziale.

La Comunicazione Sociale e la “delicatezza” dei temi

Quante volte ci è capitato di sentirci a disagio per avere qualche chilo di troppo e per un naso storto? Pensiamo, allora, a come possa essere complesso e difficile per dei genitori parlare della disabilità del proprio figlio, soprattutto se minore.

Chiamare il problema di salute per nome – spesso – rappresenta il momento in cui non si può più sperare “che non sia capitato a noi”.  Significa dare un nome al mostro, alla paura più profonda. A quello che mai ti augureresti per tuo figlio.

Per questo è fondamentale, al di là di ogni strategia, entrare nella Comunicazione Sociale in punta di piedi. Con estrema delicatezza.

  1. La Comunicazione Sociale e il Tone Of Voice

Il tono di voce, il taglio della narrazione.

Se sbagli quello, il tono dico,  giri letteralmente a vuoto. Il tone of voice – come dicono i bravi – è fondamentale per ogni piano editoriale. Per la Comunicazione Sociale è questione di vita o di morte!

Quale scelta abbiamo fatto nel caso del CRE G De Marco ONLUS? Abbiamo scelto, in prima battuta, la cronaca.

Il contesto era importante. Una realtà che vantava già 27 anni di storia. Non eravamo di fronte ad una start up, ad una “via nuova”. La scelta, quindi, è stata quella di raccontare la mera realtà.

Si. Raccontare in primis ciò che c’era. Perché non occorreva inventare nulla. Era “sufficiente” fotografare. Scattare istantanee di ciò che gli operatori portavano avanti in ogni sessione.

  1. Comunicazione Sociale: la Costanza.

Lo vado ripetendo sempre più spesso. Lo dico persino in DAD all’università dove le lezioni sono registrate. “Il marketing non è una sveltina. È più un corteggiamento” e questo vale ancor di più per una strategia di comunicazione.

In questo senso va da sé che uno dei fattori fondamentali per il successo della tua strategia sarà la costanza! Devi impegnarti in una maratona piuttosto che in una gara di 100 metri a cronometro.

Credetemi. Per il primo anno abbiamo condiviso un contenuto al giorno, sette giorni su sette. Senza mai sponsorizzare nessun post.

I follower di Mr. Facebook – pochi in realtà – hanno cominciato ad accorgersi che qualcosa stava accadendo. La reazione degli utenti? Sempre più follower cominciavano a mettere “mi piace” ai post, ed infine (ma non dopo una settimana, intendiamoci) a condividere i contenuti.

Signori e signori ecco a voi la costruzione di una community a costo zero!

Sufficiente. Assolutamente no. È stato solo un primo passo. Era solo dire: “guarda ci siamo, esistiamo anche noi!”

  1. La Comunicazione Sociale: gli strumenti.

Sono passati 50 anni da quando nel 1971 fu istituita la Pubblicità Progresso eppure – ancora oggi – quando si parla di sociale si ha la tentazione di pensare a qualcosa di amatoriale.

Realtà come Telethon, una su tutte, ci hanno insegnato che non è affatto così. Anzi!

Per queste ragioni non si può mettere in campo un’efficace strategia di comunicazione sociale senza strumenti adeguati.

Il sito web

Stai pensando ai social? Si, ma non solo. Cruciale è avere una buona piattaforma web. E quando dico buona non intendo necessariamente costosa, ma chiara!

  • Chi siamo,
  • Cosa facciamo,
  • Come NOI ti possiamo aiutare,
  • Come TU ci puoi aiutare.

Quattro aree. Non infinite pagine, ma chiare e sintetiche.

La bontà di questa scelta è testimoniata dal flusso importante di telefonate che arrivano al centralino, dal numero di mail.

Google My Business

Una formidabile alleata del sito è senza dubbio la scheda Google My Business. Curarla in tutte le sue parti non è un dettaglio.

Soprattutto ora che proprio Google sta valorizzando moltissimo questo social. Eh sì perché tale è. Un social.

Dirò delle banalità. Controllate che il numero di telefono, l’indirizzo fisico e il sito internet siano quelli corretti. E postate, anche qui, con costanza.

I Social

Ovviamente particolare attenzione l’abbiamo dedicata al piano editoriale social.

Abbiamo. Anche qui, fatto una scelta di campo.

Visto le energie che avevamo a disposizione ci potevamo permettere di curare BENE tutte le piattaforme? La risposta è stata – per lo meno all’inizio – “no”. E dunque strategicamente abbiamo curato il canale dove era presente “il nostro pubblico”. Colleghi, associazioni e famiglie: Facebook!

Tanti canali, a volte, significa nessun canale!

  1. La comunicazione Sociale: Contenuti di qualità

Gli obiettivi di una corretta Comunicazione Sociale sono principalmente due: Convincere e Persuadere.

  1. Convincere che sei una realtà affidabile.
  2. Persuadere che vale la pena sostenerti.

Come nella vita di tutti i giorni si riesce a convincere con i dati della realtà così per la ONLUS occorreva inventarsi un luogo dove raccontare questi dati. Nasce così il Blog degli operatori.

I contenuti di qualità hanno molteplici valenze. Quella di offrire appunto argomenti degni di attenzione, persuasivi, ma anche quella non secondaria di sostenere il posizionamento del sito stesso.

  1. Le Pubbliche Relazioni

Mi è parso chiaro, fin da subito, che per far crescere la ONLUS in visibilità occoresse porre in atto una seria e strutturata strategia di Pubbliche Relazioni.

Da una parte, grazie alle digital PR, molti gruppi di professionisti e molte famiglie hanno potuto conoscere questo Centro di Riabilitazione Equestre come uno delle eccellenze sul territorio romano e non solo.

Quello delle Pubbliche Relazioni è un aspetto molto particolare della comunicazione. Significa instaurare un rapporto personale con i vari interlocutori. Stakeholder che hanno diversa natura: Associazioni, Giornalisti, Finanziatori.

In questo senso abbiamo organizzato Open Day per le associazioni e partecipato a manifestazioni come ad esempio La “Giornata della Solidarietà” organizzata da AFIBI (associazione Figli Inabili della Banca di Italia).

I frutti sono arrivati. Una lista di attesa di utenti sempre più corposa e che si auto-alimenta, passaggi televisivi e articoli sulla stampa.

Ma ancora molto c’è da lavorare sul fronte Finanziatori e Sostenitori. Questa è la sfida!

Il lavoro fatto è stato, ed è, entusiasmante. Questo – lo ammetto – è il mio progetto del cuore, ma il cammino che abbiamo di fronte è ancora molto lungo!

Un abbraccio e come dico sempre “Il bello deve ancocora venire!”

Erica

#purplerica