The Covid Dilemma: quando sbagli destinatario del messaggio

The Covid Dilemma. Titolo assolutamente azzeccato, centrato ed efficace (fa un po’ il verso al “The Social Dilemma, documentario sulla realtà dei social popolare su Netflix) che la Regione Lombardia ha scelto per la sua campagna di comunicazione e prevenzione per il Covid-19.

Efficacia – a scorrere i feed dei social e a leggere i titoli dei giornali – che si ferma solo al titolo, però. Per il resto un disastro o poco ci manca.

The Covid Dilemma: come nasce la campagna

Oggi si sa, l’attenzione del tuo lettore è pari a quella di un pesce rosso, hai solo 7 secondi per dirgli tutto! Trascorso questo “battito di ciglia” lui ti lascia e passa alla notizia successiva! Tutto si brucia e si consuma in quei pochi secondi.

Devono proprio aver pensato a questo i responsabili della comunicazione di Regione Lombardia. Occorre – si saranno detti – una campagna incisiva, quasi shock, per veicolare le norme di comportamento da adottare in piena pandemia. Comportamenti virtuosi senza i quali il virus non si potrà arrestare.

The Covid Dilemma: Cinque domande e cinque immagini.

L’idea è carina. Un Dilemma a cui dare una risposta attraverso cinque domande retoriche. Cinque domande il cui intento sarebbe dovuto essere quello di “attivare” una reazione responsabile del lettore.

Eccole:

  1. “Indossare la mascherina o indossare il respiratore?”,
  2. Lavarsi spesso le mani o lavarsene le mani?”,
  3. Essere negativi o negazionisti?”,
  4. Fermare il virus o fermare il sistema sanitario?”,
  5. Evitare i luoghi affollati o affollare le terapie intensive?”.

Cinque domande con altrettante immagini di ragazzi, giovani adulti, uomini, donne, anziani. Cioè cinque profili di cittadini lombardi, di ogni età, nessuno escluso.

Eccone un esempio

the covid Dilemma .- Lombardia

Se siete curiosi di scoprire anche le altre quattro card qui il link ufficiale della campagna sul profilo Instagram della regione Lombardia.

The Covid Dilemma: si rivolge ai lombardi. Ma quali lombardi?

Ed eccoci arrivati al punto. A chi si rivolgeva la campagna?  Ai cittadini lombardi, mi direte. Ma chi sono veramente questi cittadini?

A chi parlano le immagini e frasi corrispondenti?

Ai più sembrerebbe che la campagna si rivolgesse a dei cittadini “colpevoli”, o per lo meno manchevoli o non del tutto responsabili.

Ed è proprio su questo punto che sono piovute le critiche. “Non è colpa solo dei cittadini se in Lombardia abbiamo un record di casi positivi a Sars Covid 19”! Si obietta!

Intendiamoci. Io – per ciò che vale – sono convinta che il messaggio sia corretto. Non giriamoci intorno. Se usiamo la mascherina, ci igenizziamo le mani e manteniamo il distanziamento sociale…il contagio frena, eccome se frena. Ma non è questa l’unica prospettiva da cui scattare la fotografia della situazione attuale.

The Covid Dilemma: il cambio di prospettiva di Riccardo Pirrone

Se da un lato ci sono i mancati comportamenti virtuosi dei cittadini lombardi, dall’altro c’è un sentimento di frustrazione di queste stesse persone rispetto ad una serie di inefficienze e/o criticità del sistema sanitario della Regione Lombardia.

I due aspetti sono come facce di una stessa medaglia. E questo Riccardo Pirrone, uno dei più talentuosi copywriter italiani, a cui la regione si era rivolta, lo aveva ben presente.

Guardate la sua proposta: www.instagram.com/riccardokir/

 

the covid dilemma

 

Sapete qual è la differenza? Che qui la comunicazione è bi-direzionale. Pirrone si è messo in ascolto delle emozioni di quei cittadini.

Certo sono quelli che hanno affollato i navigli per gli aperitivi, ma sono anche gli stessi che hanno vissuto il dramma delle bare di Bergamo.

In marketing, avremmo detto, che siamo di fronte ad un caso di miopia aziendale. L’azienda – cioè – si parla addosso e non parla-con.

 

The Covid Dilemma: quando sbagli interlocutore

The Covid Dilemma dice la cosa giusta alla persona sbagliata.

Eh si. Perché in Lombardia non vivono solamente in tre e per la legge dei grandi numeri parli anche  a chi ha fatto tutto correttamente!

Troppo spesso – nelle aziende e nelle istituzioni – si parla immaginando l’ “interlocutore ideale” e non il “reale interlocutore”.

Con le varie classi, nei miei corsi, non manca mai la lezione dedicata alle  buyer personas.

Se sbagli destinatario del tuo messaggio ciò che dirai sarà necessariamente poco efficace!

Allora la parola magica è connettersi. Connettersi con il tuo mercato di riferimento, connettersi con i tuoi cittadini.

Perché alla fine – prendendo in prestito una frase celeberrima – i mercati sono conversazioni e non si può conversare se ci parliamo addosso e non ascoltiamo.

Un saluto in piena pandemia.

Erica