Ricordo ancora, come se fosse ieri, quando ho scritto il mio primo comunicato stampa.
Ci ho impiegato due giorni e mi tremava la mano (alcuni miei amici si staranno chiedendo dove sia la novità, io mi emoziono per tutto), ma vi assicuro ero eccitatissima.
Vi dirò di più. La stessa emozione l’ho vista quando, in occasione di un festival jazz, la stagista scrisse una nota stampa e su social commentó: ‘Il primo comunicato non si scorda mai!‘.
Pubbliche Relazioni: raccontare storie
Occuparsi di Pubbliche Relazioni significa raccontare storie, significa saper raccontare storie.
Quando mi chiamano e mi dicono: ‘Erica usciamo sui giornali’? Io traduco: ‘Erica raccontiamo la nostra storia?
E come accade per i romanzi ci sono storie che piacciono di più e storie che piacciono di meno. Ci sono best seller di successo e flop inenarrabili.
Ed è proprio dove la storia è un po’ più debole che entra ion gioco il mestiere.
Pubbliche Relazioni: due errori comuni
I Fattori di Successo per una buona campagna di Pubbliche Relazioni sono sostanzialmente due.
1. La tua storia non interessa i giornalisti.
2. La tua storia è noiosa.
Nel primo caso al 90% avrai inoltrato il comunicato stampa al giornalista (e bada bene sto parlando di giornalista non di giornale) sbagliato.
Come me, sicuramente, anche tu avrai una mailing list organizzata per settori, ma per caratteristiche dei giornalisti?
Eh si, hai capito bene. Perchè è anche questione di sensibilità.
Nel secondo caso non sempre, quando si lavora, si possono scegliere solo storie interessanti. In questo caso sarà fondamentale la tua capacità narrativa.
Come saprai raccontare i numeri. Come saprai coinvolgere il tuo interlocutore sarà cruciale.
Ti parlerò anche di titoli, paragrafi e immagini…
Ma questa è un’altra storia? e se sei curioso seguimi sui social!